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Opposizione Cartelle Esattoriali

L’ipoteca del concessionario prevista dalla legge sulla riscossione, comunemente chiamata “ipoteca legale”, diversamente dall’“ipoteca giudiziale” può essere iscritta sulla base del solo titolo costituente il credito (la cartella di pagamento scaduta) ed assolve la stessa funzione del sequestro conservativo.
L’ipoteca giudiziale, invece, può essere iscritta solo sulla base di una sentenza o di altro provvedimento giudiziale.
Quando si viene a conoscenza che il proprio immobile è oggetto di ipoteca legale (dovuta, quasi sempre, ad un’azione legale del servizio riscossione tributi), la prima cosa da fare è verificare se le cartelle esattoriali a cui fa riferimento l’ipoteca sono state realmente notificate con le modalità sancite dalla vigente legislazione.
L’omessa notifica costituisce un valido motivo di impugnativa di qualsiasi provvedimento emesso successivamente alla cartella.
Se c’è la certezza di non aver firmato nulla personalmente, questa è già di per sé una causa di nullità del provvedimento, perché quando la cartella esattoriale va notificata a terzi, cioè non direttamente all’interessato, è obbligatorio informarlo dell’avvenuta notifica, con la prescritta raccomandata di avvenuta notifica a terzi, come previsto dall’art. 139 del codice di procedura civile, comma 4 come modificato dall’articolo 174, comma 3 del decreto legislativo 30-06-2003 n. 196.

In caso di irreperibilità ai sensi dell’art. 140 del c.p.c., è obbligatorio affiggere avviso sulla porta e procedere a darne notizia per raccomandata. Tale principio è stato affermato anche dalla Suprema Corte di Cassazione che ha stabilito che è obbligatorio il deposito di copia nella casa comunale, l’affissione alla porta dell’abitazione e la spedizione di raccomandata con avviso di ricevimento, essendo questi i requisiti minimi da pretendersi per una corretta instaurazione di contraddittorio nel rispetto del codice di rito.

Nozioni basilari:

  1. Per avviare la procedura di espropriazione immobiliare il debito deve superare i 1.549,37 € (millecinquecentoquarantanove/37 euro) (art. 76, D.P.R. n. 602/1973)
  2. Anche al di sotto dei 1.549,37 € si può iscrivere ipoteca (art. 77, D.P.R. n. 602/1973)
  3. Nel caso in cui le somme iscritte a ruolo non superino il cinque per cento del valore dell’immobile da sottoporre ad espropriazione, il concessionario deve preventivamente iscrivere ipoteca. Diversamente, non può procedere all’espropriazione (comma 2 art. 77. D.P.R. n. 602/1973)
  4. Decorsi sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, il concessionario procede all’espropriazione.
  5. Il concessionario predispone una garanzia pari al doppio dell’importo complessivo risultante dalle diverse partite di ruolo.
  6. Il concessionario può inviare, ma solo a sua totale discrezione e non per obbligo, non essendo questo legislativamente previsto, la comunicazione dell’avvenuta iscrizione al contribuente.
  7. Nel caso del fermo amministrativo è prevista la notifica dell’atto (impugnabile) con cui viene trascritto il fermo al P.R.A.
  8. Nel caso dell’ipoteca nessuna norma impone al concessionario di comunicare (e quindi di notificare) l’avvenuta iscrizione.
  9. Possibili motivi di ricorso:
    1- estraneità al rapporto obbligatorio
    2- omissioni od inesattezza della nota di iscrizione
    3- omessa notifica dell’intimazione di pagamento
  10. L’ipoteca è solo una forma di misura cautelare e non un atto col quale si inizia l’esecuzione. Quest’ultima, invece, inizia col pignoramento al quale deve precedere obbligatoriamente l’ipoteca.
  11. E’ illegittima l’iscrizione d’ipoteca in caso di violazione integrale dell’articolo 50, D.P.R. n. 602/73 se dalla regolare notifica delle cartelle è trascorso più di un anno ed il concessionario non ha provveduto alla “notifica, da effettuarsi con le modalità dell’articolo 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni”.
  12. Il concessionario (servizio riscossione tributi), in forza del D.P.R. n. 602/73 può procedere con le azioni che ritiene più opportune, tra cui l’ipoteca, senza alcun obbligo di una preventiva richiesta in ambito giurisdizionale né di notifica al debitore moroso.
  13. Il concessionario, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 602/73, può procedere direttamente all’espropriazione immobiliare (con il pignoramento dell’immobile) solo se l’importo del credito per cui si procede supera complessivamente € 8.000,00 (ottomila euro). Diversamente, cioè se il debito è inferiore agli € 8.000,00 (e, comunque, non al di sotto di 1.549,37 euro – vedi al punto 2), deve prima iscrivere ipoteca, e solo dopo sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto può procedere all’espropriazione.
  14. Se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera il cinque per cento del valore dell’immobile da sottoporre ad espropriazione, determinato a norma dell’articolo 79 del D.P.R. n. 602 del 1973 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, il concessionario, se vuole procedere all’esecuzione, deve obbligatoriamente iscrivere ipoteca e, solo dopo che siano decorsi sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto, può procedere con le fasi dell’espropriazione, a partire dal pignoramento.

Facciamo un esempio:
- Debito con il servizio riscossione tributi: € 20.000,00
- Valore dell’immobile: € 150.000,00
- Passività ipotecaria precedente determinata da un debito nei confronti di un altro creditore: € 60.000,00
- Valore dell’immobile diminuito della passività ipotecaria: € 90.000,00 (150.000,00 – 60.000,00)
- Cinque per cento del valore attuale dell’immobile: € 4.500,00 (5% di 90.000,00)

In questo esempio, il credito per cui si procede è inferiore al cinque per cento del valore dell’immobile quindi il cessionario, prima di procedere all’esecuzione deve iscrivere ipoteca.

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